Rinascimento

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Dianora Bardi

La parola rinascimento compare già nel Vasari (Vita di Jacopo di Casentino), ma si afferma e si diffonde nella storiografia artistica italiana solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando viene scelta per tradurre o discutere il concetto francese, e poi tedesco e inglese, di renaissance.

Mesoamerica

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Dianora Bardi

Nell’archeologia americana, il termine denota quella parte dell’America centrale abitata dai popoli Nahua e Maya in epoca precolombiana. Si estende dalla linea formata dai fiumi Rio Panuco – Rio Lerma – Rio Sinaloa nel Messico a nord, fino al Rio Uloa (Honduras) e al Rio Jiboia (El Salvador) nel sud, comprendendo vasti tratti del Messico attuale, tutto il Guatemala e l’Honduras britannico, parte di El Salvador e l’Honduras occ. sp.

Primato delle arti

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Dianora Bardi

La disputa sul primato delle arti non è affatto fenomeno prettamente cinquecentesco e italiano: in realtà esso ha un’estensione geografica, cronologica e culturale assai maggiore. Nasce sí in Italia, ma nel Trecento, al di fuori dell’ambito figurativo, nell’ambiente intellettuale delle università, come contrapposizione tra legisti e artisti, ovvero tra studiosi di legge e di medicina e/o scienze naturali (Garin).

Stampe popolari

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Dianora Bardi

Si dà il nome di stampe popolari a fogli volanti stampati su una sola facciata e illustrati da un’incisione spesso accompagnata da un testo, e dipinta a colori vivaci.

Elio Rindone, Il problema del tempo e della storia nella filosofia medioevale

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Dianora Bardi

L’uomo della Bibbia, come abbiamo visto, non ha paura della storia, non sogna una realizzazione al di fuori del tempo ma, al contrario, ritiene che proprio questo mondo vada trasformato secondo il progetto divino. La tradizione cristiana, invece, caratterizzata da una decisa svalutazione della vita terrena, ha orientato il desiderio dell’uomo verso una felicità paradisiaca posta al di là della storia. Come è potuto accadere ciò? Già lo studio delle opere dei Padri della chiesa permette di vedere come essi, utilizzando categorie interpretative estranee alla Bibbia, abbiano finito non di rado col travisarne il messaggio. Soprattutto il pensiero di Agostino merita di essere esaminato con particolare attenzione, perché è proprio la sua originale sintesi di elementi di varia provenienza che ha avuto la più larga influenza sulla cultura occidentale e che è comunemente considerata la tipica concezione cristiana della storia.

Elio Rindone, Il problema del male nel Medioevo

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Dianora Bardi

È noto che la storia dell’Occidente è erede di due grandi visioni del mondo, quella greca e quella biblica e, ancor più, della fusione, gradualmente realizzatasi, di questi due paradigmi. Per comprendere la concezione del male ancora oggi diffusa in Occidente è quindi necessario vedere come quelle due prospettive si sono intrecciate nel Medioevo. La cultura moderna ha a lungo dato un giudizio negativo sulla civiltà medievale mentre gli studiosi cattolici hanno visto nel pensiero di quell’età la sintesi insuperabile della ragione greca e della fede biblica. La situazione, però, è a poco a poco mutata: se la storiografia più avvertita oggi non parla più di ‘secoli bui’, la rivoluzione in campo esegetico, verificatasi nel ’900 anche in ambito cattolico, ha mostrato come la teologia medievale, utilizzando categorie interpretative estranee alla Bibbia, abbia finito spesso col travisarne il messaggio.

Elio Rindone, La felicità nel Medioevo

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Dianora Bardi

È noto che i pensatori medievali, che nutrivano un’autentica venerazione per le loro fonti, sono stati fortemente influenzati sia dalla Bibbia che dalla filosofia greca. Privi però degli strumenti filologici che mettono gli studiosi contemporanei in condizione di avvertire la distanza che separa questi due mondi, essi hanno letto la Scrittura con le categorie filosofiche della Grecia e i filosofi antichi con le categorie bibliche, finendo, quindi, col far dire a libri, che pur ritenevano ispirati e a cui volevano restare assolutamente fedeli, cose che i loro autori non immaginavano nemmeno. Di conseguenza, la cultura medievale, più che il coerente sviluppo del messaggio biblico originario, costituisce un’originale mescolanza di due prospettive che avevano ben poco in comune, tanto che uno dei problemi più urgenti per la chiesa, a giudizio di non pochi teologi cattolici, è proprio quello della deellenizzazione del cristianesimo.

L’età dell’Illuminismo

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Dianora Bardi

Riguardo ai temi trattati in queste lezioni, l’Illuminismo è uno dei periodi in cui i filosofi hanno esplicitamente descritto e motivato le loro scelte e dunque nei testi di storia della filosofia vi si trova ampio materiale. Ad essi rimandiamo su questioni decisive come il ruolo dei filosofi nella società o l’identità della filosofia.

E’ tuttavia il caso di sottolineare un tratto ben noto della filosofia di questa età, per il suo legame con le trasformazioni sociali e politiche e in ultima analisi per il tema del rapporto tra riflessione filosofica e scelte giuridiche e politiche compiute dagli individui, dagli Stati, dalle organizzazioni internazionali: nell’illuminismo la filosofia ha assunto consapevolmente il ruolo di progettista della società e dello stesso uomo del futuro, e il filosofo ha altrettanto consapevolmente rivestito i panni dell’ingegnere sociale.